inizio spazio tempo argomento notizie chi siamo
 notiziario 567 del 12-12-2013

SE IL COMUNE È COSTRETTO ALL'ANTICIPO
ENERGIE DA INVESTIRE
VIA VIA, VIENI VIA DI QUI
IN CALO, MA NON IN ITINERE
A PROVA DI TRAFFICO?
ALLERTA FREDDO
MILANO MULTIETNICA... ANCHE NEL RICICLO
LA CITTA' SI FA BELLA
CINEMA A DUE RUOTE
THIS IS NOT A LOVE SONG
 
 
 
 
archivio notiziari online
Indice
notizia precedente
notizia successiva

IN CALO, MA NON IN ITINERE
I dati Inail sugli infortuni e le malattie professionali in Lombardia: meno incidenti sul lavoro ma aumentano i casi mortali sulla strada

117.102 infortuni denunciati all’INAIL nel 2012 in Lombardia: il calo è del 7,8% rispetto ai 127.018 del 2011. Sono i dati del Rapporto annuale regionale INAIL 2012 Lombardia presentato oggi durante il convegno “In rete per il lavoro” promosso assieme al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Milano-Bicocca e svoltosi nell’Ateneo milanese.
Dati in linea con l’andamento registrato a livello nazionale dove il calo degli infortuni è del 9,5%. Ma non ci sono solo buone notizie: sono in aumento infatti gli incidenti mortali, passati da 125  nel 2011 a 133 nel 2012.
Nel dettaglio, dei 133 casi, 63 si sono verificati in ambiente di lavoro ordinario mentre 70 sono da ricondursi al “rischio strada”; di questi ultimi, in particolare, 45 sono “infortuni in itinere”, a fronte dei 32 casi del 2011. In diminuzione invece il dato riguardante gli infortuni mortali in occasione di lavoro, sia di quelli avvenuti in ambiente di lavoro ordinario, sia di quelli provocati dalla circolazione stradale che coinvolgono, principalmente, gli autotrasportatori merci e persone, i commessi viaggiatori, gli addetti alla manutenzione stradale. In particolare, gli eventi mortali in occasione di lavoro sono 88 nel 2012, rispetto ai 93 del 2011.
Se si escludono gli eventi riconducibili al “rischio strada”, si può confermare il trend in diminuzione degli eventi in “occasione di lavoro”. Una riduzione che va attribuita, secondo i ricercatori, a un effettivo miglioramento dei livelli di rischio in atto e solo in parte alla crisi economica che in regione non ha prodotto un drastico calo degli occupati, che anzi, nel biennio 2011-2012  si sono assestati sui 4 milioni e 270 mila (dato Istat).
In flessione risultano anche gli infortuni che hanno interessato i lavoratori stranieri, passati dai 25.090 del 2011 ai 22.913 del 2012, anche se in questo comparto sono purtroppo in aumento i casi mortali (33 nel 2012 rispetto ai 22 casi del 2010). Nel 2012 gli infortuni occorsi a lavoratori stranieri rappresentano il 22% degli infortuni complessivi a livello nazionale, mentre, se si considerano i casi mortali, la percentuale aumenta al 28%. Marocco, Romania e Albania nell’ordine sono le comunità che ogni anno denunciano il maggior numero di infortuni sul lavoro, totalizzandone oltre il 32%.
Diminuzione anche nel comparto relativo alle malattie professionali: in Lombardia si è registrata una diminuzione del 3,7% dei casi denunciati, per un totale si di 3.035 casi registrati nel 2012 rispetto ai 3.150 del 2011. Il 78% delle malattie professionali viene denunciato dagli uomini contro il 22% dalle donne e questo mostra come gli uomini siano ancora adibiti ad attività a maggior rischio. Solo l’11% delle segnalazioni proviene invece dai lavoratori stranieri.
Per quanto riguarda la tipologia delle malattie denunciate, la diminuzione rispetto all’anno precedente ha riguardato quasi tutte le patologie, ma non quelle correlate ad asbesto (mesotelioma pleurico, carcinoma polmonare e asbestosi), le malattie da sovraccarico biomeccanico del ginocchio e da ernia discale lombare. Sono poi in aumento, in controtendenza rispetto al passato, le denunce per l’ipoacusia da rumore.
Qualche numero in dettaglio per la componente femminile dell’universo-lavoro Lombardo: gli infortuni occorsi a donne, in Lombardia nel 2012 sono pari al 32,7% degli infortuni complessivi denunciati all’Inail. Anche questi registrano un calo, meno 4% rispetto all’anno 2011 (mentre il calo per gli uomini è stato del 10%).
Gli infortuni occorsi a donne nel loro complesso avvengono prevalentemente negli ambienti di lavoro ordinario (71%), mentre il restante 29% avviene su strada con e senza mezzo di trasporto. La percentuale degli infortuni in ambienti di lavoro ordinario aumenta al 76% se si considerano le sole donne straniere.  I casi mortali sono in aumento, da 8 casi nel 2011 a 11 casi nel 2012. Un caso è avvenuto in ambiente di lavoro ordinario e ha riguardato una dipendente di una industria chimica che si occupa di lavorazione di resine sintetiche, 6 casi sono stati infortuni in itinere  con mezzo di trasporto e 4 casi in occasione di lavoro con mezzo di trasporto.
Ancora una volta la strada resta il rischio maggiore, sia in itinere che in occasione di lavoro.

A. Pozzi
notizia precedente
notizia successiva